Società e storia del territorio

Assieme a Canonica al Lambro e alla Lomellina, Landriano rappresenta la terza grande Provincia del patrimonio dei Taverna. L’estensione territoriale, che non corrispondeva all’attuale ripartizione amministrativa, comprendeva anche territori nella provincia di Milano (come per es. Ponte Sesto e Binasco).
A partire dal Cinquecento la Famiglia investe progressivamente nell’acquisto di possessioni, mulini, rogge e canali nel “fecondissimo contado” di Landriano, facendolo sede dell’amministrazione feudale delle proprietà della Provincia (Piacentini). Le storie delle famiglie sono strettamente legate alle vicende dei luoghi in cui hanno vissuto o dove hanno posseduto ingenti patrimoni immobiliari, contribuendo in diverso modo e a vario titolo alla trasformazione e all’evoluzione del contesto sociale, economico e culturale di quel territorio.
La scelta documentaria risponde alla volontà di mostrare alcuni aspetti di una micro storia da cui emerge una visione della società e, al contempo, di evidenziare l’attenzione che avevano le famiglie del patriziato e dell’alta borghesia lombarda nei confronti dei territori a cui erano legate.
Era infatti prassi diffusa, non solo in Lombardia, che le Congregazioni di Carità fossero composte da membri di famiglie notabili, i quali spesso ne erano anche gli amministratori, e che attraverso di esse attuavano politiche di intervento sociale ed economico sul territorio. La politica paternalistica dei conti Taverna nei confronti di Landriano e del suo territorio si esprime attraverso l’attenzione al bene pubblico e al bisogno sociale; si realizza nel farsi voce di alcune esigenze, come la richiesta di costruzione dell’orologio della torre campanaria, nel mettere a disposizione della comunità alcuni suoi beni come i posti nella chiesa parrocchiale riservati alla Famiglia, nell’offrire ricovero ai bisognosi come nel caso dell’antica istituzione dell’ospedale per vedove e orfani del paese.


Aiutare i bisognosi

L’Ospedale per le vedove e gli orfani del paese
5 settembre 1609

Il conte Ludovico Taverna assegna una sua casa sita nel Comune di Landriano ad uso di ospedale per vedove, poveri e orfani con la prerogativa che la scelta del Rettore sia riservata a sé e ai suoi discendenti maschi. Atto notarile rogato da Gerolamo Medici, notaio di Milano, con cui si esprime la volontà di Ludovico Taverna di hospitalia fundari et aedificari pro sustentatione et subventione pauperum et aliarum miserabilium personarum, viduarum, pupillorum orfanorum loci Landriani in una casa di sua proprietà in Landriano di cui si danno le coerenze.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 27


Il medico di Landriano

I due documenti esposti testimoniano una disputa, sorta alla fine del XVII secolo, tra diversi membri della famiglia Taverna, consignori del feudo di Landriano, circa il servizio sanitario del borgo. Le accuse di inadempienze, rivolte dai conti Francesco Matteo e Giuseppe Taverna, rappresentanti del ramo cadetto della famiglia, al dottor Solidi, nominato dal conte Cesare Taverna, loro cugino e consignore del borgo, “primo estimato (...) come padrone di più della metà del Commune”, sono la causa scatenante di una lotta di potere all’interno della famiglia in nome del diritto feudale e delle “convenienze”. In una società rigida e gerarchizzata come quella lombarda d’epoca spagnola, in cui rango, distinzione e limpieza de sangre sono essenziali, il problema del medico sembra essere un pretesto e il ricorso all’autorità senatoriale un cavillo per vedere riconosciuta la propria autorità nobiliare

Supplica dei conti Francesco Matteo e Giuseppe Taverna al Presidente del Senato di Milano
6 settembre 1680

I conti Francesco Matteo e Giuseppe Taverna chiedono al Presidente del Senato di Milano d’intervenire in merito alla situazione creatasi a Landriano, in seguito all’insediamento del dottor Solidi, voluto da Cesare Taverna, loro cugino e consignore del feudo. “Posto detto medico, ne sono seguiti diversi absurdi et inconvenienti a pregiuditio non solo della salute de’ poveri sudditi, ma anche alla vita de’ medesimi”; voci insistenti parlano d’incapacità, irresponsabilità e “tanta disastensione per li amori del medico” fino all’accusa di omissione di soccorso ai malati. Le richieste “di carità d’un altro medico” al conte Cesare rimangono inascoltate e il conte Giuseppe, d’accordo con Francesco Matteo, invia il nuovo medico Carlo Antonio Birago. Ma la sospensione dell’incarico al dottor Birago, voluta dal Presidente del Senato su indicazione del conte Cesare, produce un contrasto circa le competenze feudali dei diversi membri della famiglia, rifiutando i primi di “soggettarsi al volere di detto conte Cesare, che non ha maggior autorità in detto Comune” e ricorrendo al Senato perché rimuova il dottor Solidi, in nome di una “giustizia distributiva”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 28

Supplica dei conti Francesco Matteo e Giuseppe Taverna al Presidente del Senato di Milano
6 settembre 1680

I conti Francesco Matteo e Giuseppe Taverna chiedono al Presidente del Senato di Milano d’intervenire in merito alla situazione creatasi a Landriano, in seguito all’insediamento del dottor Solidi, voluto da Cesare Taverna, loro cugino e consignore del feudo. “Posto detto medico, ne sono seguiti diversi absurdi et inconvenienti a pregiuditio non solo della salute de’ poveri sudditi, ma anche alla vita de’ medesimi”; voci insistenti parlano d’incapacità, irresponsabilità e “tanta disastensione per li amori del medico” fino all’accusa di omissione di soccorso ai malati. Le richieste “di carità d’un altro medico” al conte Cesare rimangono inascoltate e il conte Giuseppe, d’accordo con Francesco Matteo, invia il nuovo medico Carlo Antonio Birago. Ma la sospensione dell’incarico al dottor Birago, voluta dal Presidente del Senato su indicazione del conte Cesare, produce un contrasto circa le competenze feudali dei diversi membri della famiglia, rifiutando i primi di “soggettarsi al volere di detto conte Cesare, che non ha maggior autorità in detto Comune” e ricorrendo al Senato perché rimuova il dottor Solidi, in nome di una “giustizia distributiva”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 28


L’attenzione alle esigenze della comunità

Un orologio nuovo per la comunità di Landriano
23 aprile 1792

Richiesta del conte Carlo Taverna, quale delegato della comunità di Landriano, al Magistrato politico camerale per la realizzazione di un orologio nuovo sopra la torre della chiesa prepositurale del paese. La costruzione di un nuovo orologio è resa necessaria alla comunità per gli orari delle “adaquazioni” di circa sedicimila pertiche di suo territorio, “giacché il vecchio orologio non gli era più per verun conto né servibile né adattabile”; la puntualità di indicazione dello svolgimento di dette operazioni è “sì per l’interesse de’ fittabili nei orari delle acque, che per pigliar di mezzo li credibili maggiori inconvenienti dei successi nel scorso anno anche con pericolo della vita di diversi in occasione dell’uso di detti orari d’acqua”.

Il fascicolo contiene copia del contratto di costruzione ad opera dei fratelli Carlo e Luigi Sangiusti, fabbricatori di orologi, di un orologio in ferro “con grani d’ottone a tutti li poli delle ruote” che dovrà battere tutte le ore e le mezz’ore. Si danno le dimensioni delle ruote della batteria, dei pignoni, delle leve di collegamento con le campane e di altri necessari meccanismi; il contratto prevede un anno di manutenzione per eventuali “diffetti saranno riconosciuti provenienti da loro colpa”. A carico della comunità di Landriano saranno, invece, le spese di viaggio, alloggio e “mantenimento de’ detti signori Sangiusti in occasione di porlo in opera o d’andarlo ad accomodare”. Seguono le modalità di pagamento.

ASMi, Censo pa, cart. 1308

Le spese per l’orologio della torre campanaria
16 settembre 1792

Nota delle spese sostenute dalla Comunità di Landriano per la costruzione del nuovo orologio sulla torre delle campane della chiesa prepositurale. Tali spese consistono in “rinnovare il camerino di detto orologio, formare li due quadranti del medesimo, fare di nuovo tutto il soffitto sopra le campane, formare il suolo di tavelle al soffitto sotto a dette campane, e finalmente reagiultare ed assicurare le scale di detta torre ossia campanile”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 30 bis

Le nuove campane della chiesa
12 febbraio 1788

Richiesta dei Fabbricieri della chiesa parrocchiale di Landriano per il rifacimento delle campane pagate con la raccolta delle elemosine. La richiesta è presentata al Consiglio di Governo perché dia il permesso di effettuare mediante spontanee offerte di benefattori (di cui si danno il nome e gli importi dell’offerta) il rifacimento di dette campane e di poter fondere, a supplemento della fusione di queste, anche “le picciole L’attenzione alle esigenze della comunità campane del superfluo derelitto Oratorio di San Rocco, giacché in qualunque caso per chiesa sussidiaria alla parrocchiale evvi altra di San Quirico”. Allegata copia della “scrittura di convenzione” tra i fratelli Giuseppe e Carlo Bonavilla fonditori di campane in Milano e i Fabbricieri della Chiesa di Landriano “per la fattura di n. 4 campane”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 30 bis

Le panche della chiesa
12 gennaio 1829

Concessione fatta da Giovanni Barni, Procuratore dell’eredità del fu conte Costanzo Taverna, ai Fabbricieri e al parroco di Landriano dell’uso di una delle panche della suddetta eredità, a comodo degli impiegati dell’Ufficio Commissariatico per assistere alle funzioni. Rimane salvo il diritto di proprietà degli eredi su detta panca e la possibilità da parte dell’Amministrazione dell’eredità Taverna di revocare tale concessione. I Fabbricieri motivano la richiesta del 28 settembre 1828 dicendo che“l’eccellentissima Casa Taverna varie di dette panche ne possiede, confidando nell’innata bontà degli eccellentissimi signori conti Taverna amministratori”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 30 bis

La costruzione del Campo Santo
18 dicembre 1807

Lettera del Sindaco di Landriano al Cancelliere Censuario contenente le indicazioni relative al progetto di costruzione del Campo Santo. Il fascicolo contiene il carteggio tra il Cancelliere del Cantone IV del Distretto di Milano e Francesco Taverna, sindaco di Landriano, per la costruzione del Campo Santo e la decisione di affidare all’ingegnere Giovanni Brioschi l’incarico “per la formazione del disegno e della perizia relativa”.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 30 bis


Il territorio

Mappa descrittiva dei beni Taverna a Landriano
1801

La mappa, copia del catasto teresiano del territorio di Landriano nella pieve di San Giuliano, riporta e descrive i beni di proprietà del conte Francesco Taverna. La mappa è rinforzata su tela e impostata, agli estremi superiore e inferiore, su supporti in legno.

ASMi, Taverna, mappe e disegni,7

Relazione dell’ing. Girolamo Brioschi per l’Oratorio di San Rocco
18 luglio 1801

Dopo aver effettuato il sopralluogo nel soppresso Oratorio di San Rocco di Landriano, in data 3 giugno 1801, l’ingegnere Girolamo Brioschi redige una relazione in cui descrive l’Oratorio con i suoi ambienti (campanile, sagrestia, coro e presbiterio) e le relative pertinenze. La perizia viene effettuata su richiesta di Gian Antonio Maria Besana, procuratore generale di Costanzo Taverna, e del cittadino Levino Menagliotti, che accompagna l’ingegnere nella visita, a seguito dell’acquisto dell’Oratorio da parte del Menagliotti nei primi mesi dello stesso anno. Sul lato meridionale l’Oratorio è adiacente all’Ortaglia detta di San Rocco di ragione Taverna, per questo detta anche Ortaglia Taverna. Alla relazione è allegato il disegno con pianta dell’Oratorio e degli ambiente annessi.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 16b

L’acqua, risorsa preziosa

L’acqua è risorsa alimentare e forza motrice che aziona i mulini per la macina del grano, per la lavorazione dei panni, per la battitura dei metalli. Le vie d’acqua, naturali e artificiali, sono un’importante rete di navigazione per il trasporto di materiali e permettono di irrigare campi e orti ai margini della città. Il diritto sulle acque è prerogativa di grande importanza economica e il loro uso poteva essere concesso, dato in affitto o venduto; ai beneficiari di tali concessioni si chiedeva solitamente di contribuire con opere di manutenzione, quali spurghi o riassetti di alvei e argini. In quanto fonte di reddito, la proprietà delle ragioni d’acque non sfuggiva all’erario, che tassava, in diverso modo, i proprietari di tali diritti.

Il cavo scolatore
s.d.

Disegno di un cavo vecchio scolatore della piazza del Comune di Landriano, che Carlo Francesco Menagliotto, cittadino di Landriano e affittuario di alcune terre dei Taverna, intende includere nel suo giardino “mediante la spinata da piantarsi al lungo di detto cavo”. Nel disegno è indicato il cavo nuovo fatto fare dal Menagliotto, poco davanti al vecchio.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 28

Abbozzo per l’armatura del nuovo ponte da costruire sul fiume Lambro nel Comune di Landriano
18 settembre 1823

L’ingegnere Ferranti della Direzione generale delle Pubbliche Costruzioni di Lombardia propone alcune migliorie al progetto per la ricostruzione del ponte sul fiume Lambro a Landriano presentato dal collega Cattaneo. In particolare Ferrari suggerisce una modifica all’armatura del ponte “prescritta in sei sistemi a capriate”, fornendo il relativo “abbozzo”.

ASMi, Atti di Governo, Acque Parte Moderna, cart. 56

Manutenzione dei ponti di Landriano e Marzano
1 ottobre 1835

Avviso dell’Imperiale Regia Delegazione Provinciale di Pavia di asta pubblica per l’appalto di opere di restauro e manutenzione dei due ponti di cotto e vivi posti sul fiume Lambro, nei comuni di Landriano e Marzano.
Firmato Mazzoleni , consigliere di Governo Imperiale Regio Delegato Provinciale

ASMi, Genio Civile, cart. 4

Livellazione di un tratto del fiume Lambro
13 aprile 1826

Il disegno fa parte del fascicolo contenente la ratifica delle convenzioni tra gli eredi del fu Costanzo Taverna e il conte Giacomo Taverna per la formazione di una nuova tratta di cavo rettilineo del fiume Lambro che scorre tra le possessioni Cirano e Gorgona nel territorio di Landriano, di pertinenza la prima dell’eredità del fu Costanzo, la seconda di proprietà di Giacomo.

ASMi, Taverna, Landriano e Uniti, cart. 56

I 45 quesiti: il questionario di Landriano

“Notizie date dalla Real Giunta del censimento generale con sue risposte fatte da Giuseppe Bosisio cancelliere della comunità di Landriano, pieve di San Giuliano, con la copia de’ Capitoli fatti con l’esattore; e tutto ciò riguarda il riparto de’carichi di detta comunità”. Le risposte al questionario, diffuso dalla Giunta per censire lo stato patrimoniale dei Comuni e relativa tassazione, contengono informazioni sul numero della popolazione, sui dazi imposti sulle attività commerciali, le tasse sui beni ecclesiastici, eventuali debiti con il Ducato, indicazione delle “fazzoni” militari sostenute in tempo di guerra e altre notizie ancora.

ASMi, Catasto, cart. 3024


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